MONGHIDORO – 15/10/2013

DOMENICA 15 SETTEMBRE   2013

I colori dell’autunno in questo anelle tra le le due valli  più limitrofe a Bologna….  

Raggiungeremo  Monghidoro pedalando lungo la valle del Savena con ritorno dalla valle di Zena.

 Il Sàvena (Sèvna in dialetto bolognese) nasce nel territorio di Firenzuola, (FI) poco più a nord del passo della Futa; è il maggior affluente dell’Idice che confluisce poi nel fiume Reno.  Insieme ai torrenti Zena e Idice, la valle del Savena è costeggiata dal Contrafforte Pliocenico ed è interessata dalla Vena del Gesso, godendo di un interessante patrimonio geologico e naturalistico.  Le dorate arenarie delle spettacolari pareti rocciose e che conservano importanti testimonianze fossili. Le particolari morfologie modellate dall’erosione, con torrioni, rupi, gole e grotticelle, hanno dato origine ad ambienti diversificati e contrastanti, di grande interesse floristico e faunistico.  Salendo lungo la valle si potranno ammirare gli antichi mulini del Savena.  Alcuni sono nascosti dalla vegetazione, causa  intemperie e dall’abbandono. Altri sono stati ristrutturati ed hanno perso il fascino di un tempo, le macine e la loro funzione naturale. Molti altri invece hanno resistito all’incedere degli anni, grazie alla qualità con la quale furono realizzati e all’affetto dei proprietari che li hanno amorevolmente ripristinati ed oggi sono splendida testimonianza della civiltà contadina. Lungo la valle del Sàvena ne sono stati censiti addirittura 41.  Dopo Pianoro Vecchio inizia la parte più affascinante della Fondovalle Sàvena. Altri dieci chilometri accanto al fiume, in mezzo alle pareti del Contrafforte, si attraversano le imponenti Gole di Scascoli e si arriva al bivio Loiano-Monzuno dove la Fondovalle prende il nome di via dei Mulini. Il traguardo sarà il paese di Monghidoro.   Per la sua posizione geografica, nel corso dei secoli è stato un luogo di passaggio obbligatorio tra la Pianura padana e l’Italia centrale, circa nell’VIII secolo, uno stanziamento dei Goti divenne duraturo, al punto da far chiamare il territorio con il toponimo latino Mons Gothorum (Monte dei Goti).   La località è nota ai bolognesi anche con il toponimo di  Scaricalasino che risale al momento in cui i bolognesi decisero, nel 1264, di costruire un presidio di confine fra il loro territorio e quello fiorentino. Questo nome deriva dal fatto che il luogo era una stazione doganale dove gli animali da soma erano temporaneamente scaricati dal peso delle merci trasportate, onde poter eseguire i controlli di frontiera L’utilizzo di questo toponimo è comunque rimasto fino ai giorni nostri nel dialetto bolognese, dove il paese è chiamato Dscargalèsen.  Il rientro a Bologna sarà effettuato scendendo dalla nazionale della Futa fino a Loiano, poi fino a Quinzano dove si imboccherà la  valle di Zena fino a San Lazzaro e poi Bologna.

 Programma: Ritrovo ore 8.00 a  VILLA MAZZACORATI  – VIA TOSCANA, 19 – PRANZO AL SACCO

Difficoltà:  MC; Lunghezza totale: ca. 80  km; dislivello: 900  mt;   Percorso tutto su asfalto, con strade a bassa densità di traffico, salita lunga   ma non aspra, picco massimo 13% ;  percorso per  Trekking Bike o strada

 Costo gita    2,00  SOCI   CAI        7,50  NON SOCI CAI

 Per partecipare alla gita occorre segnalare il proprio interesse all’accompagnatore

 ENTRO  VENERDI’  13  SETTEMBRE  2013

Direttore di gita:  GABRIELE ROSA   ( gabriele_rosa@alice.it – tel. – 348 2558420 – 3664215174)

 * E’ fatto obbligo a tutti i partecipanti di indossare il casco,   portare camere d’aria di  scorta,  kit di riparazione ed attrezzatura per piccoli guasti alla propria bici *  Il percorso potrebbe subire variazioni ad insindacabile giudizio dei direttori di gita * Portare lucchetto per bicicletta * L’accettazione dei partecipanti è ad insindacabile giudizio dei direttori di gita.

 

Scala difficoltà dei percorsi MTB  in conformità alle indicazioni del C.A.I.  (commissione  nazionale)

La difficoltà viene espressa con una sigla per la salita e una per la discesa, separate da una barra (/).  Alle sigle può essere aggiunto il segno +, se sono presenti tratti significativi con pendenze sostenute.  (Per “sconnesso” si intende  un fondo non compatto e cosparso di detriti; si considera “irregolare” un terreno non scorrevole segnato da solchi, gradini e/o avvallamenti)

TC

(turistico) percorso su strade sterrate dal fondo compatto e scorrevole, di tipo carrozzabile;

MC

( media capacità tecnica) percorso su sterrate con fondo poco sconnesso o poco irregolare (tratturi, carrarecce…) o su sentieri con fondo compatto e scorrevole;

BC

( buone capacità tecniche) percorso su sterrate molto sconnesse o su mulattiere e sentieri dal fondo piuttosto sconnesso ma abbastanza scorrevole oppure compatto ma irregolare, con qualche ostacolo naturale (per es. gradini di roccia o radici);

OC

(ottime capacità tecniche) come sopra ma su sentieri dal fondo molto sconnesso e/o molto irregolare, con presenza significativa di ostacoli.

 

2013 settembre 15- da Bologna a Monghidoro