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Monte Zuccherodante-Intersezionale con Gruppo Cicloescursionismo Cai Ferrara

Giugno 12 @ 8:00 - 17:00

zucchero Dante

Lunghezza Km 30 – Dislivello 1.000 m – Difficoltà TC-MC/BC+
Cicloescursione MTB sull’antica via dei Romei che fin dal Medioevo collegava
Roma al nord d’Europa. La conformazione geologica è particolarmente
spettacolare

1° ritrovo ore 8,00 presso il parcheggio del Roadhouse  di San Lazzaro 

2° ritrovo ore 9,30 a San Piero in Bagno parcheggio adiacente il cimitero poco prima di entrare in paese

partenza entro le ore 9,45

pranzo al sacco, acqua abbondante, sono consigliate le protezioni, dotarsi di ricambi per la propria bici in ordine meccanicamente e con i freni a posto

Il giro inizia dal paese di San Piero in Bagno salendo gradualmente verso il crinale che separa la Valle del Bidente passando da Fonteabate, raggiunto il passo si oltrepassa la sbarra a sin e si prosegue con panorami incredibili fino alla strada provinciale 142 dei Mandrioli.

Raggiunto il passo, si sale decisi a sin sul crinale dello Zucchero Dante fino al passo Serra dove avrà inizio la fase più spettacolare e tecnica della escursione, dopo avere indossato le protezioni si scende rapidamente in sentiero e successivamente su crinale arenarico marnoso fino a raggiungere il borgo abbandonato di Nasseto restaurato in parte per creare un bivacco, qui una sosta è gradita prima di affrontare la mulattiera del Duca o delle Gualchiere con il fondo irregolare e con continui gradini e saltini che metterà a dura prova la bici e il pilota fino al bellissimo borgo restaurato dove in passato c’era un opificio e finalmente si potrà brindare con una birra e gustare la piadina a Bagno di Romagna

https://it.wikiloc.com/percorsi-mountain-bike/zucchero-dante-33235039



tratto dal sito

https://www.ilbelcasentino.it/via-romea-passo-serra-seq.php?idimg=3669

Vista delle Gualchiere
Con il termine gualchiera si va a identificare una macchina mossa da energia idraulica utilizzata nella manifattura della lana. Le prime gualchiere sembrano avere origine alla fine del XIV secolo. Note sono le Gualchiere di Remole, sulla sponda sinistra dell’Arno, tra Firenze e Rosano. Appartenute fino alla metà del Cinquecento alla ricca Famigli degli Albizi, devennero poi proprietà dell’Arte della Lana.
Il termine Gualchiere letteralmente si riferisce a delle macchine, ma poi è andato quasi sempre a identificare l’edificio e il luogo dove queste macchine erano poste.
Le Gualchiere di Bagno di Romagna sono poste sulla “Strada per Serra”, oggi rinominata Via Romea di Stade, e lungo il Fosso del Capanno (in origine), oggi Fosso delle Gualchiere in questo tratto.
Una data certa della realizzazione di questo polo produttivo preindustriale non si conosce, si sa però con certezza che nel 1530 la ricca Famiglia Balassini di Bagno di Romagna ottenne la concessione di questo luogo dove erano attive due gualchiere e un mulino.
I membri della Famiglia Balassini si rivelarono nei decenni e nei secoli persone molto laboriose e di spiccate capacità imprenditoriali. Presso le Gualchiere, oltre che cimentarsi in vali lavori artigianali e commerciali, impiantarono anche una segheria ad acqua e una fornace. Quest’ultima, insieme al molino, sono rimaste attive fino alla metà del secolo scorso.


tratto da https://www.bagnodiromagnaturismo.it/-/bagno-pianoro-di-nasseto-itin_nat

Il pellegrino medievale che, diretto a Roma, percorreva la “Strada dell’Alpe di Serra“, si stupiva nel trovarsi improvvisamente davanti al pratone ondulato di Nasseto: oasi verde sulla mezza costa di un versante desolato ed arido detto anticamente “Biancheria di Romagna” perché reso spettrale dagli strati della marnoso-arenacea. Il viaggiatore odierno, nel giungere alla piana, si stupisce un po’ meno poiché la mulattiera ora attraversa un territorio che è addirittura rigoglioso: come la lussureggiante “Area Wilderness del Fosso del Capanno” che ha appena sfiorato, o la densa foresta che ricopre monte Zuccherodante, che occorrerà risalire per giungere a Passo Serra. Fin dal Cinquecento quassù è documentato il podere di Nasseto che, abbandonato soltanto negli anni Sessanta, è già rudere: il pratone ne costituiva la ricchezza poiché vi si teneva “alla fida” il bestiame di altri poderi e, nonostante l’altitudine, lo si seminava con buona resa. Ora dai ruderi del podere è stato ricavato un rifugio aperto, con fornacella ed acqua, mentre quel grande pascolo, ove in estate vi sono mandrie in alpeggio, sta evolvendo dolcemente in bosco ed è già colonizzato da ginepri, rovi, rose selvatiche e cardi. Lo attraversa uno splendido ed antico viale d’aceri che porta verso le pendici del monte Zuccherodante lungo cui la mulattiera s’immerge in un paesaggio a cui sagome curiose d’arenaria e vallecole aride danno un tono lunare e di fiaba. I geologi chiamano queste formazioni “Slamp” e sono il risultato di antiche frane sottomarine che hanno sconvolto il monotono e regolare alternarsi della sedimentazione della Marnoso-Arenacea, creando queste gobbe frastagliate.

Allegati

Dettagli

Data:
Giugno 12
Ora:
8:00 - 17:00
Categorie Evento:
,
Tag Evento:
,

Organizzatore

Marco Fantazzini
Telefono:
+393474231448
Email:
marcofanta@live.com

Luogo

roadhouse
Via Caselle, 103,
san lazzaro, 40068 Italia
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