TREKKING DELLE 3A – 3.36 PEDALARE PER NON DIMENTICARE – 10-11/06/2017

Trekking delle 3A. Escursione in bici e a piedi nelle zone del terremoto organizzato dal CAI di Ascoli-Piceno (10-11/06/2017)

Testo: Massimo Capobianco in collaborazione con Patrizia Montanari e Fabio Borsari.

Foto: MC, PM, FB

A questo importante appuntamento ci siamo presentati in 10 con diversi equipaggi, chi partito il venerdì pomeriggio e chi il sabato mattina all’alba. Trisungo si raggiunge facilmente, anche se sono necessarie 3 ore e mezza di viaggio: autostrada fino a San Benedetto del Tronto, poi Salaria (SS4) in direzione Roma. Sappiamo che non sarà un’escursione come le altre: non è organizzata da noi e ci sono stati chiesti copia dei documenti per l’accesso su luoghi e strade. Abbiamo in qualche luogo della memoria, le immagini dei crolli, ripetuti, trasmessi dai telegiornali sul finire delle scorse vacanze. Cosa troveremo? Come sarà l’umore dei partecipanti? Quali altri gruppi saranno presenti? In quanti saremo?

Dalle schede di prenotazione abbiamo scelto di dormire in tenda, piuttosto che nelle casette della protezione civile. Non è una questione di risparmio, la differenza è di pochi euro. E’ un desiderio consapevole di potere stare assieme agli altri partecipanti, condividendo i servizi minimi messi a disposizione dai soccorsi dopo i primi interventi. Niente di paragonabile ovviamente coi disagi (anzi coi problemi immensi) che hanno dovuto sopportare gli abitanti dei luoghi, piuttosto una forma di rispetto che ci imponeva di mantenere basso il profilo delle richieste: li veniamo a trovare per dimostrare la nostra solidarietà, senza pretendere un tetto per dormire.

Contattando gli organizzatori, mi aveva colpito il calore delle risposte di Sonia, la sua gioia nel sapere che partecipavamo, il suo imbarazzo nel chiederci una copia della carta d’identità, quasi a discolparsi per una richiesta che evidentemente veniva dalle autorità. Parlavamo di queste cose mentre i chilometri scorrevano veloci. A pochi chilometri da Trisungo vediamo già i primi edifici in rovina lungo la strada.

Parcheggiamo, ci incontriamo con gli amici di Bologna e con gli altri partecipanti, ci presentiamo agli organizzatori, recuperiamo le bici e lasciamo i bagagli per la notte. È un tripudio di magliette CAI delle varie sezioni presenti: in rosso Slowbike di Ascoli Piceno, le nostre guide con maglietta azzurra e tanti partecipanti con magliette colorate, c’è una piccola folla di escursionisti a piedi. Circa un’ottantina di persone. I gruppi vengono divisi e cerchiamo di non perderci le informazioni importanti, chi aprirà il gruppo, chi farà da scopa, chi ha le radio, dove potremo trovare acqua ecc.

In pochi minuti si parte. Si respira un’aria di amicizia, ci si mescola con gli altri partecipanti, si scambiano commenti, ci si studia, come sempre all’inizio di un giro. Le biciclette sono di vario tipo: tecniche, da enduro, semirigide, ravaldoni, insomma varie, come le nostre. È un buon segno. Ci avviciniamo ad Arquata del Tronto su asfalto e le rovine sono lì in alto sulla nostra sinistra. Solo il castello sembra aver resistito.

Prima sosta a Camartina, per rifornirci d’acqua alla fontana. Si prosegue in fuoristrada costeggiando il promontorio sul quale è posta la cittadina di Arquata, non raggiungibile. Il terremoto ha creato piccole slavine anche su questo sentiero, e dobbiamo procedere a piedi, sia per il pietrisco che ha ristretto la carreggiata, sia per la vegetazione non più calpestata, sia per la pendenza di alcuni tratti.

Raggiungiamo l’altezza di Arquata su un tornante, ma la devastazione della città è evidente anche da questo lato

Torniamo sulla provinciale 129 in attesa di ricongiungerci con gli escursionisti a piedi e vediamo passare una serie di auto blu con le insegne dell’Ordine di Malta. Proseguiamo sotto il cavalcavia della statale 685 e notiamo alcuni piloni piuttosto screpolati, la strada è ancora chiusa al traffico.

Arriviamo a Pescara del Tronto e anche qui la devastazione è evidente

Ci fermiamo qualche momento al cimitero dove si sta svolgendo una messa in presenza di autorità (probabilmente partecipanti della delegazione che avevamo visto sulla provinciale)

Sostiamo per il pranzo al sacco in un parco pubblico. Le nostre guide si raccolgono per intonare un canto alpino,  “Signore delle Cime“. Il tono è dimesso, altre voci si uniscono, leggendo il testo da un foglietto distribuito, dando vita a qualcosa di molto simile ad una preghiera. L’emozione è tangibile in ognuno di noi, difficile trattenere le lacrime…

Si riparte, sempre sulla provinciale 64 fino a Capodacqua con la bella chiesa di Santa Maria del Sole,  unico edificio che sembra essere in corso di restauro; attraversata Capodacqua abbiamo tagliato per il bosco, raggiungendo sulla sommità del monte l’Agricampeggio Alta Montagna Bio che ci ospiterà per la notte.

Il posto è in posizione magnifica con vista sul Monte Vettore, dove si vede ancora qualche lingua di neve.

Preso possesso delle casette e delle tende, regolati i conti, abbiamo passato una bellissima serata godendo di un’ottima cena all’aperto con prodotti locali e tanta carne cotta alla perfezione su un enorme braciere. Non sono mancati canti, balli, e che balli! La musica è stata interrotta da Sonia che ci ha letto un commovente saluto del presidente del CAI, al quale è seguita la proiezione di un documentario sulla bellezza dei posti qualche anno prima del terremoto. La parte musicale è quindi ripresa e sono andato in tenda sotto le note della gestrice che cantava un famoso pezzo di Gianna Nannini.

Al mattino, colazione all’aperto con un grande pentolone di latte appena munto, burro e marmellata di loro produzione; altri dolcetti fatti in casa, frutta e caffè con la moka.

Ripresi gli zaini pedoni e ciclisti ci siamo di nuovo divisi, per scendere lungo sentiero irto di ostacoli e spine in direzione di Accumoli

Anche Accumuli appare completamente distrutta; al bivio di Libertino ci siamo incontrati con un nutrito gruppo di ciclisti da Ascoli Piceno. Con loro abbiamo proseguito verso Saletta, Casale, Cossito, Rocchetta, vedendo sempre, edifici crollati;  abbiamo sostato alcuni minuti davanti ai resti della chiesa di Madonna di Filetta nei pressi di Cornillo

Dopo essere passati sul margine di un muretto a secco crollato, abbiamo continuato sempre su asfalto per Prato, Cascello, Voceto, Collecretadove ci siamo fermati in uno  dei pochi bar tenuto in attività da una anziana signora.

Siamo quindi tornati verso Amatrice passando da Moletano. Abbiamo fatto una sosta alla chiesa di Santa Maria delle Grazie detta dell’icona Passatora, dove ci siamo concessi una foto di gruppo

Siamo infine entrati in Amatrice per la sosta pranzo presso il centro sociale alimentare, la nuovissima ed accogliente struttura costruita con la raccolta di fondi “un aiuto subito” promossa dal Corriere della Sera e da La 7.

Qui in attesa del numerosissimo gruppo degli escursionisti a piedi, abbiamo cominciato un primo turno di pranzo. Lasciato il posto ai “pedoni”, abbiamo assistito alla parte iniziale dei discorsi di ringraziamento e poi abbiamo cominciato ad avviarci alla spicciolata  verso Trisungo in attesa dei nostri compagni.

Chi si è trattenuto ulteriormente al centro sociale ha potuto assistere ai saluti da parte del Presidente della sezione di Amatrice e che ha consegnato il proprio gagliardetto CAI ai rappresentanti delle oltre 15 sezioni CAI – provenienti da varie zone  del centro Italia, nonché Bologna per l’Emilia e Bressanone per l’Alto Adige – presenti all’evento.

Taglio della torta commemorativa ed infine è cominciato il ritorno per tutti: le ultime bici, qualche auto,il  pullman a noleggio fino a  Trisungo, da dove abbiamo ripreso il viaggio di rientro.

Come cita spesso Patrizia, “…chi parte e chi arriva, non è mai la stessa persona” (cit. Didier Trouchet).

Queste parole sono particolarmente vere per questa esperienza che, seppure piacevole per la possibilità offertaci di visitare luoghi paesaggisticamente interessanti e ricchi di storia, ci ha permesso di incontrare nuovi amici, coi quali sono stati presi contatti per organizzare il prossimo calendario con escursioni in comune, è stata anche molto impattante sotto l’aspetto emotivo.

Per quanto informati dalle immagini trasmesse in TV e pubblicate sui giornali e sui siti web, vedere dal vivo in che condizioni siano ridotte intere comunità nello spazio di chilometri e chilometri, a dieci mesi di distanza dal sisma, muoverci tra queste strade in compagnia di chi ha perso parenti ed amici, non può lasciarci indifferenti.

Le emozioni ci sono tutte: tristezza, compassione, impotenza, solidarietà, vicinanza. Eppure si deve andare avanti, tutti noi, non solo i locali, meritiamo la rinascita di questi piccoli borghi perché la nostra matrice culturale è fatta anche di questo. Storia, arte, distribuzione abitativa, relazioni familiari e di vicinato, economie rurali non possono sopportare un buco nel centro Italia.

D’ora in poi la pasta all’amatriciana non sarà più un semplice piatto.

Aggiornamenti:

Questo articolo sul sito de “La Repubblica” fa il punto sulla situazione a dieci mesi dal sisma

Ringraziamenti dal/al CAI di Ascoli:

“Sono stati 2 giorni di un’intensità emotiva difficilmente riferibile, importanti e forti, così com’è forte e fiero il sentimento che unisce noi appartenenti a questo grande sodalizio.

Voglio ringraziare dal profondo del cuore tutti voi, da Bressanone a L’Aquila, passando da Bologna, Foligno, Arsita: oltre 20 le sezioni partecipanti al NOSTRO trekking, tanti sinceri amici che hanno voluto portare un abbraccio e la loro vicinanza a quanti hanno vissuto e vivono ancora il dramma del terremoto.
E per suggellare questo mio personale ringraziamento a tutti, Accompagnatori, partecipanti, collaboratori, vi allego di seguito il messaggio del nostro Presidente Generale, che ha voluto così testimoniarci il suo apprezzamento per questa iniziativa che ha visto la sezione di Ascoli Piceno con il Gruppo SlowBike organizzatore con Franco Laganà sia di tutta l’iniziativa in collaborazione con la sezione di San Benedetto del Tronto referente ufficiale, che in modo esclusivo della parte relativa al Cicloescursionismo.
Vi saluto e ringrazio ancora. Sonia”

“Sonia carissima,

non mi sarà possibile essere con voi domani al trekking solidale delle 3A che avete organizzato per mantenere viva l’attenzione e la presenza in un’area così duramente colpita. So quanto siate motivati e questa iniziativa, cui siete riusciti a dare vita, nonostante le difficoltà, ne è la conferma. Ti sarò grato se porterai a tutti i partecipanti il mio personale apprezzamento per aver voluto, non tanto e non solo condividere momenti di escursionismo e di cicloescursionismo, quanto piuttosto esprimere nei fatti, con una presenza oggi più che mai significativa, quella vicinanza e solidarietà che danno credibilità e valore aggiunto al CAI.

A tutti Voi un forte abbraccio e un arrivederci a presto. 

Vincenzo Torti  – Presidente Generale del Club Alpino Italiano”

 “Cara Sonia,

ancora un ringraziamento vivissimo da parte mia e di tutti i ragazzi bolognesi –  al quale si unisce anche il ns  Presidente di sezione Stefano Osti – che ti prego di trasmettere a tutti gli amici e collaboratori che hanno contribuito con la loro opera e tanta fatica a rendere così viva e profonda questa esperienza.
Ormai si è detto tanto tra di noi e parecchie cose le abbiamo raccontate, ma quello di cui più abbiamo parlato sono stati “i profondi silenzi che ci stringevano il cuore”.

Ritorneremo perchè comunque i Sibillini erano già mete preferite, ritorneremo perchè abbiamo trovato nuovi amici, ritorneremo perchè c’è ancora tanto da scoprire…

Un caro saluto ed un fortissimo abbraccio.  Patrizia – CAI BOLOGNA”

“Carissima Patrizia, le tue parole arrivano al cuore come pochi sanno fare. Cosa posso aggiungere: che la tua prestigiosa sezione è  fortunata ad avere una vice presidente come te e sarà  per questa qualità umana e personale che anche i soci bolognesi hanno quel qualcosa in più che ti fa compagnia.

E’ vero, i nostri silenzi ci hanno visto dividere la sofferenza e, credimi, questo non ha prezzo….

Un grandissimo abbraccio, grazie ancora, Sonia”

TESTO ORIGINALE COMPLETO DI FOTO: 3A-il racconto_rev3.0.0

 

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